Mi capita molto spesso di sentirmi rivolgere la domanda “Come si diventa architetto?” e, subito dopo, di rendermi conto di quanto la risposta giusta sia complessa e articolata.

Come tutti sanno, la formazione degli architetti comincia con l’Università. E, tuttavia, i tanti anni passati tra esami, abilitazioni e corsi di aggiornamento non bastano a delineare il profilo di una professione densa di qualità e competenze. Gli studi e l’esperienza acquisita nel tempo concorrono di certo a determinare il successo e la bravura di un architetto, ma ad assumere un ruolo di primaria importanza sono anche e soprattutto tratti distintivi come il gusto estetico, la passione e la sensibilità profusi nel proprio lavoro.

È anche grazie a queste caratteristiche fondamentali se un architetto riesce a concepire e realizzare progetti di alto valore che, oltre a rispecchiare gli obiettivi del committente, siano anche rispettosi degli individui che li vivranno e dell’ambiente nel quale saranno immersi. 

Qui di seguito, mi concentro sugli aspetti più prettamente formativi grazie ai quali un progettista può avviare la sua carriera.

Come diventare architetto

La formazione dell’architetto prevede una strada tanto lunga quanto appassionante. Un percorso che inizia con la maggiore età e l’ingresso all’Università e che prosegue a vita con il conseguimento di ulteriori specializzazioni, l’aggiornamento continuo per rimanere al passo con i tempi e l’acquisizione di una pluralità di esperienze e competenze.

Vediamo quali sono i passi principali che un professionista del settore deve compiere per poter ufficialmente dare il via al suo percorso.

I corsi di laurea in Architettura 

Le facoltà di Architettura in Italia prevedono un piano di studi quinquennale dove, solitamente, alle discipline propedeutiche e comuni per tutti gli studenti si affiancano le materie relative alla specializzazione scelta. Il laureato in Architettura, infatti, può scegliere tra vari ambiti a cui dedicarsi: può, ad esempio, specializzarsi in Restauro, Edilizia, oppure in Architettura del Paesaggio o, ancora in Urbanistica.

L’obiettivo del corso di laurea è quello di formare professionisti aperti e attenti alle dinamiche del presente che, però, al tempo stesso, nel loro lavoro facciano tesoro dell’eredità proveniente dal passato e si facciano interpreti e precursori delle nuove tendenze che caratterizzeranno il settore nell’immediato futuro.

Il progettista assume inoltre un ruolo fondamentale nel ripensare l’architettura in relazione sia all’essere umano e sia alle esigenze del paesaggio circostante. Può riuscirci, grazie a una formazione solida tanto nel ramo umanistico, che prevede materie come la storia dell’arte, quanto in ambito scientifico, grazie alla fisica e alla matematica, quanto, infine, nel ramo prettamente più tecnico e specifico.

L’esame di Stato

La formazione degli architetti non si conclude con la laurea. Come nel caso dei medici o degli avvocati, anche agli architetti è richiesta un’ulteriore abilitazione professionale tramite il superamento di un esame di stato e la successiva iscrizione all’albo. 

L’accesso all’esame di stato è diversificato a seconda che il laureato abbia conseguito la laurea di primo livello (triennale) o quella di secondo livello (la cosiddetta magistrale che completa il ciclo di studi quinquennali). Da questo deriva l’iscrizione a due possibili sezioni dell’albo (sezione A o sezione B).

L’iscrizione all’albo degli Architetti

L’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori viene introdotto nel 1923 dalla Legge n. 1395 con l’intento di tutelare il corrispettivo albo professionale.

L’albo è l’elenco di tutti i professionisti iscritti, contenente anche le relative informazioni anagrafiche e i titoli di studio.

Come accennato in precedenza, l’albo si compone di due diverse sezioni: la sezione A, alla quale appartengono i professionisti dal profilo senior, e la sezione B, nella quale rientrano i profili junior in possesso della sola laurea triennale.

Come specificato sul sito del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, l’Ordine non ha solo la funzione di tutelare l’albo. L’istituzione, infatti, è chiamata a vigilare sul corretto svolgimento del lavoro degli iscritti e il rispetto del Codice Deontologico. Si occupa anche di amministrazione e tributi, di conciliazione nel caso di eventuali contese con i clienti, di offrire consulenza legale e fiscale e di promuovere le occasioni di formazione e aggiornamento professionale dei suoi iscritti.

Il tutto, nell’intento di assicurare che il lavoro del progettista si svolga nel pieno rispetto dei codici, delle leggi e delle parti coinvolte e sia sempre svolto perseguendo l’obiettivo della massima qualità.

Formazione continua e corsi di aggiornamento per architetti

Come accennato, la formazione degli architetti è un percorso continuo. Ai professionisti del settore sono infatti richiesti standard molto alti di servizi e competenze, per mantenere i quali è necessario provvedere al proprio aggiornamento costante.

Ecco perché architetti e progettisti devono totalizzare un determinato numero di crediti formativi (CFP), accumulabili tramite la partecipazione e la frequenza a giornate di formazione, eventi, convegni, master, e così via.

Sbocchi occupazionali e principali specializzazioni

Quello dell’architetto è un profilo molto variegato e complesso che prevede specializzazioni molto diverse tra loro.
Un architetto può, ad esempio, scegliere di occuparsi di edilizia e costruzioni. Oppure, di costruzioni che tengano particolarmente conto del contesto ambientale o di quello storico/paesaggistico nel quale vengono concepite.
Esistono, poi, architetti paesaggisti che studiano le trasformazioni dei territori, ma anche i conservatori che recuperano opere ed edifici a serio rischio di degrado o che sono stati distrutti da incidenti e calamità naturali come, ad esempio, i terremoti.

L’architetto urbanista, invece, è quello che si dedica alla struttura delle nuove città e ai cambiamenti in atto affinché il tessuto urbano cresca in armonia con le necessità di chi vi abita.

Ancora, ci sono architetti concentrati sulla progettazione in ambito industriale per la realizzazione di oggetti su larga scala.

Infine, c’è anche chi decide di non operare nell’ambito tecnico ma di dedicare la vita alle giovani leve, insegnando loro le materie apprese e trasmettendo la propria esperienza.

Infine, mi è impossibile non citare il profilo dell’architetto che cura gli spazi interni

Il lavoro dell’Architetto di Interni 

In quanto consulente di architetti e progettisti negli ambiti del Contract e del Retail, lavoro quotidianamente a stretto contatto con gli specialisti dell’Interior Design. 

L’architetto di interni è colui che progetta gli ambienti interni di un appartamento, un negozio, un ufficio, un aeroporto o, ancora, di tantissime altre tipologie di spazi. Pertanto, si concentra sulla disposizione di strutture, arredi, accessori, facendo sì che tale disposizione renda gli ambienti confortevoli e abitabili per chi li vive.

Non solo: nel lavoro dell’interior designer rientra anche la progettazione degli impianti illuminotecnici e di quelli di aerazione e condizionamento, della pavimentazione, così come la ristrutturazione degli spazi al fine di renderli ancora più vivibili. Inoltre, al professionista può essere affidato il compito di arredare un locale rispondendo a precise esigenze in materia di design; oppure, di abbellire uno spazio ricorrendo agli arredi e accessori più green presenti sul mercato.

Proprio in virtù di questa continua ricerca del comfort e della sostenibilità, la figura dell’architetto di interni è sempre più richiesta nei vari campi della progettazione e delle costruzioni.

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