L’arredamento aeroportuale è un ambito pratico e concreto che nasconde esigenze complesse. Pensiamo, ad esempio, alla necessità di montare e smontare un corner shop in tempi rapidi o in orari notturni. 

Arredare un aeroporto significa anche dover compiere in modo approfondito la ricerca e la campionatura dei materiali da utilizzare: secondo le normative vigenti, questi devono infatti essere certificati e rispondere a requisiti precisi, in primis quelli relativi alle omologazioni di resistenza al fuoco.

Ma non finisce qui. Come vedremo, infatti, ciò che viene richiesto oggi alle aziende produttrici di arredi per gli aeroporti è di non fermarsi alle imposizioni normative, bensì di proporre soluzioni flessibili che assecondino i bisogni sempre più specifici degli utenti.


Caratteristiche essenziali dell’arredamento per aeroporti

Ecco quindi la vera sfida alla quale oggi architetti e progettisti del settore sono chiamati a rispondere: quella che vede la ricerca di materiali, oggetti e strutture che non solo garantiscano precisi standard qualitativi e relativi alla sicurezza, ma che coniughino anche pretese di comfort, design e utilità.

Vediamo quindi quali caratteristiche essenziali devono possedere oggi gli arredi contract per aeroporti e da cosa nascono le nuove tendenze del settore.


Arredamento per aeroporti e scelta dei materiali

I materiali scelti per l’arredamento aeroportuale non devono solo rispondere alle normative di sicurezza, ma devono tener conto anche del fattore resistenza e della durabilità nel tempo. Un requisito, quest’ultimo, fondamentale quando si tratta di arredare luoghi ad alta densità di utilizzo e frequentazione come, appunto, gli aeroporti.

La scelta dei materiali riguarda tanto le infrastrutture, le pareti, i pavimenti quanto le sedute, gli accessori e il resto degli arredi presenti nello scalo.

Un’attenzione particolare è riservata alla sicurezza contro gli incendi, che in luoghi come gli aeroporti diventa un obiettivo primario (ricordiamo, ad esempio, il devastante incendio avvenuto nel 2015 all’aeroporto di Fiumicino). 

Per questo motivo, tutti gli arredi imbottiti devono essere realizzati in materiali di classe 1 IM, ossia la classe più alta di reazione al fuoco, secondo quanto stabilito dal DM 26/06/84, aggiornato dal DM 03/09/01. Divani e sedute devono quindi essere fatti per durare nel tempo e rispettare le omologazioni di resistenza al fuoco. 

Non a caso, per operare in ambito contract e in contesti internazionali come quelli aeroportuali, arredi e imbottiti devono rispettare regolamenti piuttosto stringenti, superare numerosi stress test e ottenere le certificazioni necessarie.

Tuttavia, scegliere materiali che sottostanno a norme molto rigide non significa dover realizzare ambienti asettici e privi di personalità. Esistono, infatti, tante soluzioni che, seppur in linea con i requisiti di legge, consentono di progettare gli spazi con stile e originalità, per rispecchiare al meglio l’identità distintiva dell’aeroporto ma anche della città che ospita la struttura. 

Arredare gli ambienti significa rispondere a principi basilari come flessibilità, tecnologia, funzionalità e materiali. Caratteristiche valide anche per gli imbottiti, che devono unire alle esigenze di affidabilità e alta qualità produttiva quelle stilistiche e specifiche dell’ambiente da arredare.

Infine, un ultimo aspetto da considerare: nel contract, estetica e qualità del prodotto da sole non bastano. Occorre infatti scegliere fornitori in grado di garantire tutto questo nel pieno rispetto dei budget stabiliti e dei tempi di realizzazione e consegna previsti, anche quando molto stretti. Ecco perché lavorare in ambito contract pone il professionista davanti a sfide affascinanti, in un mercato dove solo chi è esperto, flessibile e rapido potrà competere.

L’identità degli aeroporti

Abbiamo fatto riferimento allo stile distintivo che caratterizza i luoghi. Parlare di “identità” in riferimento a un aeroporto è un concetto nuovo e interessante, e denota la profonda trasformazione che gli scali stanno vivendo ormai da alcuni anni. Un aeroporto, oggi, non è più solo un luogo di attesa o di passaggio nel quale si sosta tra un volo e l’altro, ma è un ambiente “pieno”, vivibile, caratterizzato. L’aeroporto deve essere in grado di adattarsi alle esigenze dei viaggiatori odierni, sempre più consapevoli, impegnati, tecnologici. Persone che da un terminal si aspettano di compiere una vera e propria esperienza e di trovare determinati servizi, ad esempio di essere facilitati nell’impiego dei propri dispositivi elettronici. 

Portatore di atteggiamenti e abitudini che condizionano moltissimo il settore dell’accoglienza, il viaggiatore moderno non considera più l’aeroporto come un “contenitore” transitorio nel quale si susseguono una serie di operazioni che lo portano a salire su un aereo e volare via. Oggi, il viaggiatore si è trasformato in un soggetto attivo che all’interno di questo contenitore, come in qualsiasi altro luogo, cerca qualcosa di nuovo, utile e che lo intrattenga.  

Cosa sta cambiando nel mondo degli arredi per aeroporti

Come si manifesta, nel concreto, questa trasformazione? Come rispondono gli aeroporti alla domanda posta dai nuovi passeggeri?

Soprattutto nelle grandi metropoli, i terminal si dotano sempre più di spazi dedicati al ristoro, al benessere, al riposo ma anche all’intrattenimento. Ambienti destinati a riempire il tempo di attesa prima dell’apertura del gate o il passaggio tra un volo e l’altro. Un esempio su tutti sono i sempre più diffusi Capsula Hotel, le cabine che è possibile affittare per qualche ora, giusto il tempo di schiacciare un pisolino su un letto morbido prima di imbarcarsi.

In questo, il tema dell’arredamento degli aeroporti torna centrale. Le sedute di lounge e aree beverage devono garantire comfort e funzionalità: l’aggiunta di un bracciolo largo permette di stare comodi mentre si sorseggia un drink, ma anche di appoggiare il computer mentre si lavora o lo smartphone che si ricarica. Sono opportunità di questo tipo, assieme alle caratteristiche uniche e distintive pensate dal progettista, che concorrono a definire l’identità di un aeroporto moderno. Un concetto inedito e assolutamente innovativo.

Fino a poco tempo fa, architetture e infrastrutture aeroportuali inducevano l’individualismo e la passività del viaggiatore. Oggi, invece, gli aeroporti rivendicano la propria identità a partire da questa ibridazione di funzioni ed esperienze, che insistono sul voler lasciare un segno all’utente di passaggio. Una rivoluzione netta rispetto al passato, quando si partiva da una città e se ne raggiungeva un’altra, magari senza essersi resi conto di avere, nel frattempo, cambiato continente. Questo perché gli spazi transitori tra le due destinazioni, alias gli aeroporti, non erano in grado di comunicare differenze e tipicità.

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